giovedì 29 novembre 2012

IL CATTIVO TENENTE - ULTIMA CHIAMATA NEW ORLEANS

Voto 7

Werner Herzog firma con Il cattivo tenente un film del suo filone più "classico" senza però rinunciare del tutto al suo lato visionario, in questo caso declinato specialmente sui rettili. 

Poi ci sono parti del film, quando il tenente è drogato, che sono state filmate diversamente rispetto al resto, con camera a spalla molto mossa e quasi sicuramente in digitale (forse Mini DV, vista la bassa qualità). Mentre il resto è ovviamente in 35mm.

Il film è interessante, non si sa mai bene come può andare a finire e ci sono appunto i tocchi di originalità di Herzog. E poi, forse, siamo davanti alla migliore interpretazione di Nicholas Cage e in genere questo attore non mi piace per niente. La vicenda è forte. E' il racconto di un tenente stronzissimo, tossico e malato di scommesse, fidanzato con una escort e colpevole di decine di reati, compresa la corruzione, il furto, il tentato omicidio di una povera vecchia col respiratore. Una merda insomma. Ma di cui, un po', assurdamente, si fa il tifo. Specie nella incredibile scena del parcheggio.

La pellicola è stata presentata come un remake de Il cattivo tenente di Abel Ferrara, Herzog però ha rifiutato questa etichetta visto che il personaggio è simile ma le vicende sono completamente diverse. In ogni caso Ferrara non l'ha presa per niente bene e i due registi hanno dato vita ad un furioso scambio di insulti.

L'ULTIMO TERRESTRE

Voto 7

Gianni Pacinotti, in arte Gipi, è un importante fumettista italiano e questo è il suo primo film da regista.

Luca Bertacci lavora in una Sala Bingo, conduce un'esistenza particolarmente solitaria, segnata soprattutto dal suo pessimo rapporto con le donne dovuto all'abbandono da parte di sua madre. Luca è talmente timido da sembrare, alle persone che gli sono intorno, una "specie di ritardato", ed invece è solo un uomo solo, un uomo buono e solo, un uomo che ha paura. Ha paura sì, ma non troppo degli alieni che stanno per arrivare. Anzi, proprio gli alieni, potrebbero essere un'ancora di salvezza, un aiuto. Magari sono gli altri, i cattivi, a doverli temere.

Per me L'ultimo terrestre è soprattutto un film sulla solitudine, sulla difficoltà di stare al mondo, un film poetico, a tratti magari solo abbozzato, ma sicuramente un tentativo originale e sensibile di utilizzare toni così tenui e così rari nel cinema italiano.

La prima parte è, per me, la migliore grazie soprattutto alla recitazione di un perfetto Gabriele Spinelli e alla scrittura cesellata dei dialoghi. Poi magari il film rallenta e trova soluzioni non troppo compiute. Poteva essere sicuramente un otto se non ci fossero state appunto queste pecche. E poi c'è Herlitzka, nel ruolo del padre di Luca, che nella seconda parte del film diventa inguardabile.

Anche la regia è molto interessante, mentre pecca un po' di insignificanza la fotografia, anzi a volte  diventa anche controproducente. Non interpreta mai, aggiungendo a tratti un realismo che va all'opposto rispetto al resto del film. E gli effetti non sono sempre ben amalgamati col resto.

Il film è stato stroncato dalla critica e non apprezzato nemmeno dal pubblico, ma non poteva essere altrimenti. Se fosse stato amato da tanti non sarebbe stato di certo L'ultimo terrestre

La cosa che mi dispiace di più è che Gipi ha dichiarato che questo insuccesso lo ha portato a stare male e a smettere di scrivere per un periodo abbastanza lungo. Non consentirglielo, Gipi. Non consentirglielo, Luca.

mercoledì 28 novembre 2012

RIBELLE - THE BRAVE

Voto 6,5


Mi è piaciuto. E' un classicone, è appassionante, un cartone in puro stile Pixar (con meno comicità però): disegni molto belli, regia importante e personaggi ben delineati.

Non troppo originale però. All'inizio poi è un film troppo femminile e la protagonista è troppo troppo antipatica. 

Merida è una principessa molto "mascolina" nelle passioni, interessata al tiro con l'arco e alle avventure a cavallo per i boschi della Scozia. La mamma, invece, vorrebbe trasformarla in una perfetta principessa, pronta per le vicine nozze, ma Merida non ne vuole sapere. E per fare cambiare idea a sua madre è disponibile addirittura a ricorrere ad una strega. 

COME PRIMA, PIU' DI PRIMA, MI AMERO'

Voto 6,5


E' un documentario di 50 minuti che parla del mondo della chirurgia plastica, in particolare partendo dal concorso di Miss Chirurgia Plastica racconta con brevi cartoline alcune sue concorrenti. 
Le protagoniste sono forse un po' troppe, alcune di loro sono un po' stereotipate altre più simpatiche ma entrambe le categorie sono mosse dalla voglia di uscire dall'anonimato e di farlo entrando, anche solo per il famoso quarto d'ora di celebrità, in qualche programma tv.

Infatti il vero premio che riceve la vincitrice del concorso è qualche ospitata a Canale 5 nei tre quattro giorni successivi al premio.

E' un documentario leggero che non aggiunge niente a ciò che già si sa ma è comunque un gradevole intrattenimento. 

Mi sembra che la dote migliore del mediometraggio è il non giudizio sulla maggior parte delle protagoniste, mentre il difetto principale è che si muove una critica ai modelli televisivi attraverso una narrazione perfettamente televisiva.

martedì 27 novembre 2012

MIA SUOCERA BEVE - DIEGO DE SILVA

Voto 4,5


Bella delusione. Ho cercato parecchio questo libro in versione tascabile (18 euro sono troppi),  perché consideravo De Silva uno scrittore interessante e perché mi era piaciuto molto il libro precedente.
Mia suocera beve è infatti il seguito di Non avevo capito niente, con protagonista Vincenzo Malinconico, avvocato del sud che si arrabatta tra i pochi incarichi che gli sono affidati e la sua confusa situazione sentimentale.

Mentre il primo libro è ironico ed interessante, questa seconda puntata mi sembra banale e presuntuosa. Si passa dall'ironia al sarcasmo, Malinconico da simpatico perdente inizia a sentirsi un genio incompreso. E questa parabola mi sembra che sia la stessa che riguarda lo scrittore medesimo. Insomma mi sembra che sia Vincenzo Malinconico che Diego De Silva si siano montati la testa.

Ci sono poche pagine che ritrovano la brillantezza narrativa e analitica del primo libro, in compenso ci ritroviamo spesso in situazioni non credibili, che servono unicamente a far risaltare le doti di intelligenza oratoria di Malinconico. E ovviamente diventa antipatico.

Dicevo di assurde situazioni, come quella che da avvio al romanzo. Un ingegnere informatico prende in ostaggio un camorrista in un supermercato, per celebrare un processo sommario e televisivo contro il probabile assassino di suo figlio.

Processo sommario sì, ma non senza avvocato, e l'ingegnere architetta tutto per far combaciare la presenza nel supermercato sia del camorrista sia di Malinconico.
E perché proprio Malinconico? Perché è molto bravo e vuole dargli una possibilità davanti alle telecamere, vero luogo (secondo l'ingegnere e secondo tanti) dei processi odierni. Ma per favore. Davvero un'idea banale e bambinesca, questa sì veramente frutto di una cultura televisiva, come poi dimostrano le continue citazioni di personaggi televisivi del momento.

Ovviamente proprio Malinconico uscirà vincitore del processo, conquistando anche donne su donne per la sua grande prova di avvocato. 

Non ci sono spunti davvero divertenti, ci sono pochi passaggi con un minimo di profondità, non ci sono situazioni comiche, né appassionanti né dove scatta l'immedesimazione.

Ci sono solo tante tante tante pagine in cui Malinconico/De Silva si sente il più figo del mondo. Pensa quanto è interessante.

In seguito è uscito anche Sono contrario alle emozioni, terzo passaggio editoriale dell'avvocato. Non ci penso proprio a leggerlo. Nemmeno se me lo prestano.

lunedì 26 novembre 2012

IN TREATMENT 2x11

Voto 7

Mia torna per la sua prima seduta ufficiale. E cerca di fare in modo che sia anche l'ultima. E' sempre più rancorosa, mette alla prova la capacità di incassare di Paul, arriva addirittura a violare pesantemente anche i principi basilari del suo lavoro di avvocato pur di ferirlo. 

Ha sottratto al suo studio la deposizione di Laura per usarla contro Paul nella seduta, cercando di scoprire se lui ha fatto sesso con la sua ex paziente. E lo vuole sapere perché anche lei da giovane era innamorata del terapeuta ed il fatto che lui abbia potuto cedere ad un'altra lo considererebbe un ennesimo grave rifiuto.

Soffre per il fatto di non aver ancora trovato un compagno nella vita, mentre tutte le donne che conosce sì, comprese le sorelle minori, compresa la segretaria svampita del suo studio. E pensa anche di meritarselo, si considera un coltello nella schiena degli uomini. Si sta decisamente meglio senza. Non si ama, ma un gesto di Paul la rassicura. E anche alcune risposte "della maniglia".

Dimentica però la deposizione di Laura sul tavolino di Paul. Queste cose non accadono per caso. Anche se solo, forse, inconsciamente.

Decisamente la puntata migliore con Mia protagonista, con Hope Davis molto credibile.

venerdì 23 novembre 2012

IN TREATMENT 2x10

Voto 7

Paul ritorna da Gina. All'inizio solo per comunicarle che non ha intenzione di continuare la terapia ma presto cede al suo vero bisogno e cambia idea. Sembra acquisire centralità Tammy Kent, una delle pazienti di Gina ed ex fidanzata di Paul durante l'adolescenza. Paul è molto calamitato dalla figura di Tammy, probabilmente perché questo lo riproietta a quando sua madre era ancora viva.

Puntata centrale per capire i sensi di colpa di Paul per il suicidio della madre e quindi anche per quello di Alex. Risente ancora troppo (e siamo alla decima puntata) della conoscenza precisa della prima serie.

EDWIN BOYD

Voto 7,5

Edwin Alonzo Boyd era un rapinatore canadese operante soprattutto negli anni 50, considerato un eroe popolare in patria, famoso per il fatto che entrava nelle banche truccato e facendo piccoli show vista la sua antica passione per la recitazione. Mai si macchiò di crimini di sangue.

Opera prima di Nathan Morlando, Edwin Boyd: Citizen Gangster è un film molto interessante sia per la regia che per la recitazione ma soprattutto per l'utilizzo delle musiche. La storia ci racconta di un "criminale" buono che si barcamena tra una famiglia tranquilla e la sua voglia di stare sulla scena, che poi ci stia per le rapine non fa nessuna differenza per lui.
La sua ascesa avviene quando in carcere conosce altri rapinatori che presto diventeranno la sua banda. Una banda che evade dal carcere. Una banda come un band punk rock. Ed è così che Morlando vede Edwin Boyd, un punk ante litteram, un punk a cui ci si affeziona.

Sicuramente ci sono delle piccole pecche, in particolare nella descrizione dei personaggi minori, oppure quando nella seconda parte il film diventa contemporaneamente un po' più canonico e contemporaneamente più confuso ma appunto sono piccole pecche che si cancellano completamente nel finale.

Un film moderno e classico in cui bisogna sottolineare l'ottima prova attoriale di Scott Speedman, ironico protagonista. 

Non ha avuto nessuna distribuzione italiana.

IN TREATMENT 2x09

Voto 7

Walter - Seconda Settimana

Il manager torna da Paul. La seduta ci permette di scoprire molto di più sul passato di Walter, del suo timore di veder "sparire" le persone senza preavviso e senza giustificazione. E del perché a volte noi possiamo reagire in maniera sproporzionata alle cose. Walter è ostico, concede pochissimo al suo terapeuta ma ne viene fuori un'interessante sfida tra medico e paziente.

Molto interessante. Ci dice qualcosa su di noi.

IN TREATMENT 2x08

Voto 6,5

Oliver - Seconda Settimana

Seconda settimana per il bambino i cui genitori stanno per separarsi. La storia si mantiene sul registro della prima seduta, sottolineando magari un po' di più che disastro di madre è capitata in sorte al povere Oliver.

La storia non ha niente di nuovo né di particolarmente interessante, i genitori non sono quindi granché nella recitazione (ma hanno ragione, sono stereotipi). Il bambino però è bravo e la sua parte è scritta bene.

giovedì 22 novembre 2012

IN TREATMENT 2x07

Voto 7,5

April - Seconda Settimana.

La studentessa di architettura affetta da un cancro grave decide di tornare da Paul. Questa seduta verte sul suo ex ragazzo, Kyle, e sul fatto che si sente meglio anche fisicamente da quando va  in terapia, denunciando così di non aver ancora accettato di avere il cancro.
Paul, infatti, teme di essere invischiato in un nuovo caso di negligenza se non la spinge a farsi curare. Decide così di ricominciare a prendere appunti sulla seduta appena conclusa.

E' nettamente il personaggio più interessante, con dialoghi molto intensi. 

IN TREATMENT 2x06

Voto 6,5

Sono le sette del mattino e Mia è nello studio di Paul. Lei sostiene di non volere una terapia ma è chiaramente quello che sta facendo. E' insicura, timorosa di rimanere sola e rancorosa verso Paul, per la precedente terapia e perché gli imputa di averle consigliato di abortire venti anni prima. Cosa che ovviamente Paul nega. 


Non è un personaggio particolarmente interessante al momento, è piagnucolosa e senza troppe ragioni. Mi è un po' antipatica.

QUALCHE NUVOLA

Voto 4,5

Diego e Cinzia sono ragazzi di periferia, sono semplici e stanno per sposarsi. Diego però si innamora di un'altra, più borghese. Quando Cinzia lo scopre invece di affrontare il suo futuro marito va dall'altra (che era all'oscuro di tutto) e la picchia. Come si sarebbe fatto sessanta anni fa o come fanno (secondo gli sceneggiatori, non secondo me) i tamarri delle borgate.
E alla fine Cinzia e Diego si sposano, era solo Qualche Nuvola.

E tutto qui, ma davvero tutto qui il film opera prima di Saverio Di Biagio. Uno dei film italiani più brutti degli ultimi anni. Storia banale, semplicistica, con un romanesco posticcio e una recitazione parecchio imbarazzante. Alla fine si salva solo un po' solo Michele Riondino, nella parte di un prete amico dello sposo, e il cammeo di Elio Germano.
Al botteghino ha incassato soltanto 70mila euro.

mercoledì 21 novembre 2012

IN TREATMENT 2x05

Voto 5,5

Paul torna da Gina, il suo supervisore, per parlarle della causa che dovrà subire per la morte di Alex. Si finirà inevitabilmente a parlare del rapporto di Paul con la morte della madre. Alla fine della puntata Paul chiede a Gina di poter andare in terapia da lei, ma era ovvio fin dall'inizio che si andava a finire lì.

Puntata scontata e troppo legata alla conoscenza della prima serie. Nella prima parte non mi è troppo piaciuto il montaggio, che non legava e con alcuni problemi di raccordi che si notavano. 

Mi sembra un episodio buttato via, utilizzato soltanto per raccontare della nascente terapia di Paul.

IN TREATMENT 2x04

Voto 7

Walter è un importante uomo d'affari di circa 65 anni, ha ventimila persone alle sue dipendenze, è un uomo ricco, con un forte legame con la moglie e un rapporto speciale con la sua figlia femmina.

Non riesce a dormire e vuole da Paul una spiegazione e un rimedio veloce a questa situazione. Lui ha troppo da lavorare e troppe responsabilità per acconsentire ad una lunga terapia.

Il personaggio di Walter non è per niente ovvio, ci si aspetterebbe un uomo soltanto arrogante e poco attento agli altri invece è deciso e diretto ma anche dolce nel raccontare della sua famiglia ed elegante e gentile nei modi in cui si rapporta a Paul. Un uomo piacevole. E quando mai un dirigente importante è raccontato così?

E' in ansia per sua figlia, volontaria in Rwanda, e poi ha paura di scoprire troppo su sé stesso. E' una storia che promette molto.

Anche questa seduta finisce male e Paul sembra che raccolga solo insuccessi.

IN TREATMENT 2x03

Voto 6

Oliver è un bambino di circa 10 anni e i suoi genitori stanno per divorziare.

Alla prima puntata che riguarda questo caso la famiglia sembra abbastanza stereotipata, con i genitori che classicamente si rinfacciano di continuo le loro frustrazioni (ovviamente più della madre) non curandosi del figlio. Il padre è sbrigativo e poco attento, anche questo già visto.

Stimando immensamente gli autori di questa serie spero che questa storia si risollevi nei prossimi episodi.

L'ERA GLACIALE 4 - CONTINENTI ALLA DERIVA

Voto 5


Il quarto episodio dell'Era Glaciale è abbastanza banale, la storia è sempre più buonista e quindi il film si rivolge a bambini sempre più piccoli. I buoni sono troppo buoni mentre i cattivi sono abbastanza simpatici. Si salvano alcuni personaggi secondari, su tutti la Nonnina di Sid (non lo sapevo, è doppiato da un irriconoscibile Bisio) e Capitan Sbudella (che è pure il personaggio disegnato meglio). 

Nella versione italiana hanno cambiato il doppiatore del mammut Manny, nei primi tre episodi era Leo Gullotta in questo invece è Filippo Timi. Fin dall'inizio si capisce che è una scelta sbagliata con quel vocione drammatico e sempre teatrale. Non ci crede nemmeno lui.

Il finale è la parte migliore, con la "spiegazione" di come è andata a finire con Atlantide.

martedì 20 novembre 2012

IN TREATMENT 2x02

Voto 8


Prima seduta di April, una giovane studentessa di Architettura. 

Sembra molto insicura, timorosa di fare ciò che lei pensa che gli altri si aspettino. Ma non è lì per questo. E lì perché ha il cancro. E non lo sa nessuno.

Paul Weston ritorna ad essere un terapista fuoriclasse, anche se April non sembra accettarlo, come non accetta nessun altro. "Devi avere una conversazione fuori dalla tua testa" è una battuta formidabile che lo psicologo le rivolge.

Mi rimangio quello che ho scritto nel post precedente. Byrne è perfetto, anche il suo doppiatore italiano lo è. La doppiatrice di April invece non è così brava e ha pure un tono di voce che non mi piace.

Grande regia in questa puntata.

IN TREATMENT 2x01

Voto 7,5


E' passato molto tempo da quando ho visto la prima serie, ma ora mi è venuta voglia di conoscere i nuovi personaggi in cura dallo psicologo di In Treatment, anche per come mi sento in questo periodo.

La puntata inizia con il padre di Alex, il pilota della prima serie, che porta a Paul una denuncia per negligenza accusandolo del suicidio del figlio. Questa è l'unica piccola pecca della puntata perché chi non ricorda bene la prima serie potrebbe perdersi un po'.

Scopriamo così che Paul ha lasciato Baltimora per ritornare a New York e che è ormai divorziato.

Paul si reca così in uno studio di avvocati dove ritrova, dopo tanti anni, Mia, una sua vecchia paziente che si ritiene ancora ferita per essere stata abbandonata da lui. E si intuisce che c'è dell'altro.

Come ricordavo grande scrittura e grande recitazione, solo Gabriel Byrne (Paul, il protagonista, ...) sembra un po' gigioneggiare. Speriamo che sia solo un'impressione.