mercoledì 12 dicembre 2012

IRREVERSIBLE

Voto 5

Il voto è una sintesi tra la prima parte (Voto 8) e la seconda (Voto 3). 

Il film è costruito con una cronologia all'inverso, i fatti vengono raccontati cronologicamente al contrario. Quindi l'inizio del film è in realtà la fine della vicenda.

La regia del film è di Gaspar Noè, uno dei registi più interessanti del decennio, un regista con un'idea di cosa sia il suo cinema molto netta. 

La prima parte del film è caratterizzata da un estremismo di ricerca evidentissimo, con inquadrature dall'alto a picco o immerse nel nero, fluttuanti, storte, capovolte, frammentate e sempre in piano sequenza. Ogni lunga scena è un piano sequenza. Solo tra una scena e l'altra ci sono cesure temporali e di montaggio, in ogni caso risolte nel nero. Non c'è in tutto il film neppure un taglio di montaggio visibile.

Molti sostengono che il cinema è il montaggio, che il montaggio è la modalità narrativa propria del cinema e del racconto audiovisivo, assente in qualsiasi altra forma espressiva. Se si prende per buona questa affermazione allora il cinema di Noè non è cinema. E invece lo è. Un cinema del futuro.

Questa maniera che ha Noè di muovere la macchina da presa, di fluttuare e spezzarsi e muoversi come un Dio che non capisce dove si trova, verrà poi utilizzata lungo tutto un film nel suo successivo, e più apprezzato, Enter The Void. 

Le prime due scene di Irreversible però sono superiori anche a Enter The Void. Bellissime, estreme, violentissime. Andando avanti in Irreversible questa "follia" registica si affievolisce, sicuramente in maniera voluta, descrivendo le scene sempre in piano sequenza ma in forme più "normali". Quanto meno le inquadratura sono orizzontali, non buie e frammentate.

Per 40-45 minuti il film è un'esperienza. Un grandissimo film. Ma poi entra in scena Monica Bellucci. Disastro. La Bellucci con la voce è forse l'attrice più scarsa del pianeta terra, fa cadere tutto, non credi più a niente. Veramente veramente scarsa. 

E quasi per accompagnarla il film peggiora terribilmente. Prima con un lunghissimo e morbosissimo stupro; una scena inutilmente lenta, come tutto il resto del film d'altronde. 
Poi nelle situazioni seguenti (precedenti) i personaggi perdono continuamente coerenza. 

E il finale è scontatissimo: la donna stuprata era anche incinta. 

E poi proprio nell'ultimo minuto Noè si lascia andare ad un momento di videoarte che in quel momento non c'entrava più un cazzo.

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