giovedì 31 gennaio 2013

CANALE MUSSOLINI - ANTONIO PENNACCHI

Voto 7


All'inizio ho avuto forti difficoltà con questo libro. Troppe descrizioni, troppi sentieri presi e lasciati e soprattutto lo stile era opposto a quello che in genere mi piace, frammentato, sincopato. Invece Canale Mussolini è scritto come un flusso continuo, praticamente senza interruzioni, con periodi lunghissimi e con scene che chiudono di rado e invece si intersecano l'una con l'altra. Arrivato a metà libro stavo per lasciarlo. Poi però ho continuato e finalmente ci sono entrato dentro, anzi ho trovato strane le mie iniziali titubanze.

C'è la storia di una famiglia, i Peruzzi, che dalla bassa padana si trasferisce in un podere vicino Littoria in seguito alle bonifiche fasciste. Una famiglia nera, di gente che ha fatto la Marcia su Roma, con Pericle, la colonna della famiglia, perfino assassino di preti. La storia anche di nascite, liti, amori, tradimenti, piccoli campanilismi, risse. La storia della famiglia di Pennacchi, come spesso ha dichiarato, una cosa che sentiva dentro da quando ha iniziato a scrivere.

Ma una storia dal basso, come quelle che piacciono a me, che si intreccia con la Storia del paese, che ci racconta quali sono i veri passaggi che hanno determinato gli avvenimenti: come il fatto che il Duce all'inizio fosse contrario alla nascita di città nell'Agro Pontino o il fatto che la resistenza sia nata dalla rivolta di una chiamata alla leva obbligatoria da parte della Rsi.
O l'8 settembre, o del perchè i rurali veneti, friulani e romagnoli si sono uniti con "l'alleato germanico" contro gli americani durante lo sbarco di Anzio.

E quando ho finito di leggere il libro ho avuto quella sensazione dolce che si ha quando si chiude per l'ultima volta la copertina di un volume che ti è piaciuto: quella malinconia di un viaggio passato, di un'esperienza sentita. 

Come se io fossi stato pontino e mio nonno mi avesse raccontato la sua storia.

mercoledì 30 gennaio 2013

BREAKING BAD 4x06

Voto 5,5

Walt e Skyler dopo un forte riavvicinamento si riallontanano, di nuovo per la vanità e l'aggressività di Walt. Da lui si allontana anche Jesse che viene sempre più coinvolto strumentalmente da Mike e Gus che lo fanno sentire importante.

Anche qui succede pochissimo e Jesse è più fesso di quello che è in genere. Che siano finite le idee? Dopo tre stagioni ad alto livello ci può stare.

BREAKING BAD 4x05

Voto 5

Il peccato di WW è la vanità; per non vedere lodato troppo Gale mette una pulce nell'orecchio ad Hank sul fatto che lui era solo una "brutta copia" di un genio ancora a piede libero.

Mike porta a spasso Jesse e lui lo salva da un agguato. In realtà era tutto organizzato da Gus per farlo sentire coinvolto.

Non succede praticamente niente e la traccia finale che trova Hank è abbastanza risibile.

THE FEAR 1x02

Voto 7,5


I problemi psichici di Richie si aggravano, non ricorda quasi niente nel breve periodo e la realtà si confonde spesso con alcuni dolorosi ricordi di trenta anni prima, in cui era coinvolto con una giovane ragazza e con un uomo di nome Milton.

Gli albanesi abusano di uno dei suoi due figli e ottengono delle case per chiudere la rappresaglia, Richie tratta ma si confonde, non sa e non ricorda. L'altro figlio continua a fare casino e Richie lo picchia a sangue, si confonde, non sa e non ricorda.

Grande stile di racconto, tra il surreale e il metafisico. 

Mai un criminale è stato raccontato così. E l'attore protagonista ha un grande volto.

E' un episodio impegnativo, da distillare, non è per tutti ma è ricco di suggestioni.

Con i sottotitoli di Italian Subs è un'altra cosa.

martedì 29 gennaio 2013

THE FEAR 1x01

Voto 6


Un criminale inglese è pubblicamente conosciuto come un importante imprenditore, ma rimane pur sempre un criminale violento e irrazionale. Scatena la sua furia contro un monociclista che si appoggia alla sua adorata auto. 

Ha due figli, uno gay e freddo l'altro più stupido ed impulsivo. Quest'ultimo mette tutta la famiglia in un guaio quando si mette a trattare con un gruppo di albanesi, sfruttatori di prostitute. Questi per far capire che fanno sul serio gli lasciano i resti di una donna nel letto.

Il padre allora va a discutere con i capi del clan albanese, viene offeso e reagisce. Sempre d'impulso.

Il vero problema, però, è che l'uomo da un lato è imprigionato dal suo passato (di criminale, di alcolista e di ferite ancora vive) e dall'altro non ha più memoria a breve termine, forse perchè affetto da Alzheimer. 

Un po' lento. Ricorda per certi versi Pusher di Refn.

Probabilmente la mia valutazione è anche legata ai sottotitoli con cui ho visto questo episodio non fatti troppo bene da Subslovers.

domenica 27 gennaio 2013

HONG KONG EXPRESS

Voto 6,5

Film del 1994 che ha iniziato l'ascesa nel mondo della notorietà di Wong Kar-Wai come regista d'amore molto originale, un autore riconoscibile di

Il film, diventato di culto, intreccia due storie d'amore con uno stile registico molto particolare, è stato realizzato senza una sceneggiatura scritta e durante le pause di un altro film che stava realizzando la troupe. Ottimo il montaggio e la fotografia.

Non amo particolarmente i film d'amore, ma sicuramente questo è un tentativo originale, anche per come viene raccontata Hong Kong, angusta e sporca. 


Mi piace di più la prima storia, mentre la seconda parte è un po' troppo favolistica.

venerdì 25 gennaio 2013

IN TREATMENT 2x35

Voto 6,5

Paul viene liberato dall'incombenza giudiziaria intentata dal padre di Alex e contemporaneamente comunica a Gina che vuole smettere con la terapia con lei. Vuole vivere la sua vita e smettere di analizzarla. 
Molti dicono questa cosa della vita: o la si vive o la si interpreta.

Paul continuerà comunque a fare l'analista ma vorrebbe farlo anche con altri terapeuti, non solo in situazioni private. Vuole l'incontro con gli altri, cercare di essere un po' meno solo, confrontarsi. Anche con le donne.

Alla fine parla di un libro "Sognavo di correre lontano" che spero di ricordarmi di comprare presto.

Gina è delusa dalla chiusura del loro rapporto, anche perchè si tratta della seconda volta e dice che la sua porta per lui non sarà più aperta. Anche perchè, ma questo non glielo dice, era attratta (forse innamorata) da lui.

L'ultimo ciclo di puntate non è stato bello come il resto della serie che comunque rimane una delle più belle di sempre. Grandi attori e grandissima scrittura.

Penso di prendermi una pausa prima di cominciare la terza ed ultima stagione.

giovedì 24 gennaio 2013

HOTEL TRANSYLVANIA

Voto 7


Dracula costruisce un albergo per proteggere sua figlia e gli altri mostri dall'odio degli esseri umani. Fino a quando un ragazzo entra nel castello e conosce Marvis Dracula, la figlia del conte che compie 118 anni e finalmente diventa adulta..

Più originale degli ultimi cartoni animati visti, divertente soprattutto per la carrellata fantasiosa dei tanti mostri presenti nell'hotel.

IN TREATMENT 2x34

Voto 6,5

Walter Burnett, 68 anni, ex direttore generale di una multinazionale, in tutta la sua vita non si è mai occupato di sé ma solo delle esigenze degli altri. Ed è così che è diventato un leader. 

Ora che le sue difese sono crollate, che non riusciva più a dormire, che aveva attacchi di panico e che per ultimo ha tentato il suicidio, Walter decide di iniziare il suo percorso di auto-conoscenza con Paul. Questa fine è un inizio. 

A 68 anni si può rinascere, un messaggio di speranza. Reale?

IN TREATMENT 2x33

Voto 7

Anche per Oliver è l'ultima seduta, sta per trasferirsi fuori città con sua madre, purtroppo non ha completato il percorso che gli serviva fare per stare bene. Paul si offre di sentirlo anche dopo, perchè alla fine loro due sono più amici, Paul gli parla spesso della sua vita, cosa che non fa normalmente con i pazienti.

Anche il ciclo di Oliver è stato molto bello e più affettuoso e meno razionale degli altri. Alla fine Oliver era un figlio per Paul, come pure April.

IN TREATMENT 2x32

Voto 6

Salutiamo April che decide di terminare la terapia perchè vuole concentrarsi sulla cura del suo cancro, in via di remissione per fortuna. Anche lei, come Mia, dimostra a Paul che il suo lavoro è tutt'altro che inutile.

Questa puntata conclusiva poteva essere meglio vista la bellezza e l'intensità della storia di April e la bravura dell'attrice che la interpreta. Invece è un po' tutto in tono minore.

IN TREATMENT 2x31

Voto 6,5

Inizia il ciclo delle ultime puntate per paziente. Mia arriva decisa ad interrompere la terapia, perchè a causa di questa ha deciso di affrontare suo padre, finalmente accentando il fatto che suo padre non era per niente il super uomo che aveva sempre immaginato. E questo, però, non la fa stare bene. 

Come non la fa stare bene pensare che anche le sue scelte professionali sono legate a questo padre immaginato. Paul, però, la porta a vedere che questi nuove consapevolezze la possono portare a raggiungere la serenità più autentica, cercando connessioni intime reali con gli altri e non legate ad aspettative deluse.

E così Mia decide di restare in terapia.

IN TREATMENT 2x30

Voto 7,5

Puntata dura e dolorosa. Paul si scaglia contro Gina, si sente solo e non aiutato da lei, la provoca fino ad ottenerne una reazione rabbiosa. Voleva coinvolgerla, sentire che a lei importava davvero di lui, fino a farla arrabbiare, fino a farle perdere quell'autocontrollo e quel distacco che un terapeuta deve avere. La seduta vira sul discorso del suicidio, su quello della madre, del tentativo di Walter e delle motivazioni generali che possono spingere un uomo a desiderare di non svegliarsi mai più.

Ora ricordo perchè avevo smesso di vedere la serie dopo la prima stagione; ci sono momenti troppo dolorosi e che spingono ad un'autocoscienza che sarebbe meglio non avere. Pensieri che sarebbe meglio non avere e che sarebbe meglio non ascoltare. Perchè veri. Dolorosamente veri. E invece bisogna fingere. Fingere che vada tutto bene, come anche Gina consiglia a Paul di fare alla fine. Comportarti come se credessi di poterli aiutare. Fai finta di crederci anche tu. Per mantenerli in vita, per mantenerti in vita.

mercoledì 23 gennaio 2013

BOARDWALK EMPIRE 1x05

Voto 6

Improvvisamente Nucky diventa respingente con Margaret e lei trova il modo di fargliela pagare andando a denunciare da Van Alden un assessore, anche lui irlandese come i Thompson, e facendo sequestrare la famosa birra verde e interrompendo la cena della vigilia di San Patrizio. Nella stessa cena il rapporto tra Nucky ed Elias diventa più teso.


Jimmy diventa fumatore d'oppio per il suicidio della sua amante sfregiata.

A fine puntata Nucky non si tiene più e va a casa di Margaret.

Ci sono momenti di grande lentezza, ma la regia, soprattutto nella scena della cena irlandese è apprezzabile.

THE WALKING DEAD 1x06

Voto 6,5

Episodio finale della stagione. Episodio di pura azione. Il Dottor Jenner (nome dovuto sicuramente allo scopritore del vaccino contro il vaiolo) ospita il gruppo dei sopravvissuti, ma l'energia del bunker è ormai agli sgoccioli. La sua ricerca purtroppo è servita solo a capire cosa succede nel cervello dei "morti", ma non come curarli.

Il luogo è stato programmato per l'autodistruzione e all'inizio Jenner vuole che gli altri accettino che la stirpe umana è ormai estinta. Il solito Rick però lo convince ad aprirgli le porte per fuggire dall'esplosione.

Pura azione. Con un finale romantico sulle note di "Tomorrow is a long time" di Bob Dylan.

Una prima stagione di una serie prevalentemente di svago, con alcune cadute (soprattutto di sceneggiatura e di recitazione del principale protagonista) ma anche con punte più belle e coinvolgenti. Prevalentemente si tratta di una serie d'azione/horror ma è godibile per passare una quarantina di minuti, spesso fatti di pura suspense. Probabilmente continuerò a guardarlo, anche se le successive due stagioni prodotte hanno il doppio degli episodi e non so se può reggere 12/13 episodi. 

Questa prima stagione era, infatti, solo di sei episodi. Forse era la misura giusta?

THE WALKING DEAD 1x05

Voto 7,5

Puntata piena di cose e di emozioni. Andrea aspetta che sua sorella Emy si risvegli per salutarla definitivamente. Jim è stato morso e dopo un conflitto all'interno del gruppo si decide quasi tutti insieme di lasciare il campo e di andare verso il Centro studio della malattia. Però Jim peggiora e sceglie di restare a morire da solo in mezzo ad un bosco.


Gli altri raggiungono il Centro Malattie dove c'è un uomo solo, uno scienziato impaurito. Che ci svela che la malattia è comparsa da oltre sei mesi e da due ha avuto la sua esplosione pandemica.

La migliore della serie, finora.

100esimo post.

BREAKING BAD 4x04

Voto 6

Jesse ormai è perso, se ne fotte di tutto e la sua casa è una specie di ritrovo per tossici e ladri. E a Mike la cosa non va per niente a genio. Decide così di prendere provvedimenti.

Walt comunica al resto della famiglia l'acquisto dell'autolavaggio coprendolo con la storiella del vizio del gioco architettata nei minimi dettagli da sua moglie. Hank, che con lui è fin troppo coglione, gli mostra il quaderno di Gale con tutti gli appunti sulla metanfetamina. 

Troppo lenta e con troppo spazio per Skyler, specie all'inizio.

martedì 22 gennaio 2013

THE WALKING DEAD 1x04

Voto 6


I quattro ad Atlanta cercano di recuperare le armi, ma si imbattono in un altro gruppo di umani che cercano la stessa cosa. Questi si presentano come una gang ma in realtà sono uomini a difesa di un ospedale pieno di anziani. Il furgone con cui Rick e gli altri sono arrivati ad Atlanta viene rubato probabilmente da Merle.
Il villaggio dei superstiti è attaccato da un gruppo numeroso di zombie che porta nuove vittime tra i vivi. Bisogna trovare un nuovo posto.

Episodio (e forse serie) di pura azione e di pura decompressione, quando cerca di volare più alto (come per il discorso sul tempo di Dale) non ci riesce. The Walking Dead è come un Lost senza filosofia, almeno sembra così dopo quattro puntate su sei.

THE WALKING DEAD 1x03

Voto 6,5


Rick ritrova i suoi familiari che lo credevano morto, perchè Shane, il suo migliore amico aveva detto così alla moglie.

Il fratello del nazista lasciato sul tetto non prende ovviamente bene la cosa e così si organizza un quartetto per recuperare lui e le armi. Ma arrivati in città Merle non c'è. O meglio ce solo la mano...

Anche gli altri personaggi del gruppo iniziano a delinearsi, come il marito violento che picchia sua moglie.

Più interessante della puntata precedente.

lunedì 21 gennaio 2013

THE WALKING DEAD 1x02

Voto 5


Rick è aiutato da un ragazzo a scappare dal carro armato che lo porta all'interno di un supermercato dove è asserragliato un altro gruppo di persone. Il suono degli spari di Rick, però attira gli zombie e scappare dal negozio non è per niente semplice. E qualcuno rimane indietro. Il gruppo in città è parte di quello in campagna, per cui presto Rick dovrebbe incontrare figlio e moglie, che intanto se la spassa con Shane, il collega poliziotto.

Troppo splatter e buchi di sceneggiatura importanti: come è arrivato il gruppo in città? E soprattutto come faceva Glen ad avere le frequenze del carro armato per aiutare Rick? Insomma un po' una minchiata. E poi il passo, almeno in questa puntata è più da telefilm vecchio stile.

THE WALKING DEAD 1x01

Voto 7

Rick è un vicesceriffo che va in coma in seguito ad una sparatoria ad un posto di blocco. Quando si risveglia si ritrova in un mondo popolato di zombie, in cui sua moglie e suo figlio sono scomparsi. Presto, però, incontra un padre ed un figlio che lo aiutano a capire la situazione che gli spiegano che tanti sono fuggiti ad Atlanta dove l'esercito ha organizzato un punto di raccolta dei vivi. In realtà la città è il punto più pericoloso di tutti e Rick trova rifugio in extremis in un carro armato.

Scopriamo anche che la moglie ed il figlio di Rick sono ancora vivi e sono in punto fuori città, difesi (pure troppo) dal suo "fedele" compagno di polizia. La cosa fa pensare che il tempo che il vicesceriffo ha passato in coma non sia stato poco.

Puntata bella, né lenta né "leccata", inizio di una serie AMC che rinvigorisce il tema degli zombie ormai caduto nel dimenticatoio da tanti anni. Sembra promettente e divertente.

BOARDWALK EMPIRE 1x04

Voto 6,5

Nucky festeggia il compleanno e stringe affari. Chalky cerca di vendicare un suo "dipendente" col capo del Ku Klux Klan, ma in realtà l'impiccagione è opera dei polacchi, che ora vogliono colpire Nucky.

Jimmy e Al Capone (sempre più stupido) si fanno dei nemici a Chicago.

Lucky Luciano deve scoprire dove si nasconde Jimmy e si imbatte in sua madre, la spogliarellista, e se ne innamora.

Tono rilassato, come ormai mi sembra nell'identità della serie.

venerdì 18 gennaio 2013

IN TREATMENT 2x29

Voto 7 

Walt è ancora in ospedale e non riesce a resistere a tutti i tempi morti che lo costringono all'inattività. E l'inattività lo costringe a pensare. Paul in questa seduta fa un grande lavoro e Walt, per una volta, può arrendersi a sé stesso.

Continuo a ritenere il doppiatore di Walter inadeguato al ruolo.

BOARDWALK EMPIRE 1x03

Voto 7

Uno degli uomini dell'agguato nel bosco non è ancora morto e Van Alden fa in tempo a fargli confessare che a sparare è stato Jimmy Darmody, ma l'agente non riesce ad arrestarlo perchè viene bloccato dai suoi capi, facendo così pensare che Nucky abbia potere anche tra i federali. Infatti Nucky, che molto probabilmente è il padre di Jimmy, lo fa fuggire in California, mentre Thompson e suo fratello, uno sceriffo completamente senza scrupoli, cercano di nascondere tutte le tracce. 

Intanto il tesoriere entra in affari con Chalky, un uomo di colore con cui diventa socio per la produzione di liquore.

Margaret ottiene un posto di commessa per intercessione di Nucky, ma la sua bellissima fidanzata la considera una rivale e le mostra a sua antipatia.

E' una serie dall'andamento rilassato e rilassante; per ora il neo maggiore è il montaggio, in alcune scene davvero imbarazzante (come all'inizio, quando il sopravvissuto viene portato in ospedale), ma sono diversi i tagli senza raccordo e non per un motivo espressivo, ma semplicemente perchè sono fatti male.

DJANGO UNCHAINED

Voto 5

Nuovo film per l'osannatissimo Tarantino. Il genere questa volta è il western e questo lungometraggio prende spunto da un film italiano del 1966 (appunto Django) con protagonista Franco Nero, che ha una breve parte anche in questa nuova versione (molto tagliata e pare che Nero ci sia rimasto male). 



Sembra comunque che all'inizio il film durasse quasi il doppio e questo errore Tarantino lo compie abbastanza spesso.

Django è uno schiavo che viene liberato dal cacciatore di taglie Dottor Schultz a cui presto si unirà nel suo lavoro. La missione più importante per i due è liberare la moglie di Django che è di proprietà di Candie (Leonardo Di Caprio).

Niente di che, troppo compiaciuto, recitazione gigionesca, storia abbastanza banale e splatter oltre il ridicolo.

Tarantino poi dovrebbe capire che non è un obbligo far durare un film oltre le due ore per essere considerato un regista importante. Anche perchè Django Unchained come può essere un film importante? Le cose più interessanti sono alcune battute, ma niente di più, non ci sono questa volta neppure le sue trovate di sceneggiatura ma tutto è parecchio prevedibile.

giovedì 17 gennaio 2013

BURN-E

Voto 6

Un piccolo cortometraggio della Pixar con un robottino che gravita intorno alla storia di    Wall-E, fortunato lungometraggio di animazione di qualche stagione fa.

Burn-E deve sostituire una lampadina fuori all'astronave che lo trasporta e a causa di Wall-E non ci riesce mai.

Niente di particolare, ma disegni sempre belli.

BREAKING BAD 4x03

Voto 6

Walt e Skyler riescono a comprare l'autolavaggio che desideravano per riciclare il proprio denaro.

Jesse rende il suo appartamento e il suo cervello un inferno popolato da pazzi e tossici.

Marie ha una ricaduta nella cleptomania, un agente però l'aiuta a non essere denunciata. Lo stesso agente chiede ad Hank un aiuto sul caso dell'omicidio di Gale, portandogli il quaderno in cui il chimico prendeva gli appunti sulle procedure che seguiva nel laboratorio sotto la lavanderia.

Puntata anonima.

HOLY MOTORS

Voto 8

Uno dei film più complessi e più spiazzanti di sempre. 

Leos Carax è un regista di un altro livello e con altre ambizioni rispetto a quasi tutti gli altri. Lui vuole risvegliare gli spettatori, come lui stesso dichiara nel prologo del film. Magari a volte diventa anche troppo pretenzioso, ma di certo siamo difronte ad un genio. Un genio che vuole rivedere e rivivere un cadavere. Il cadavere del cinema ed insieme il dubbio sull'identità.

Oscar, un IMMENSO Denis Lavant, è un uomo che cambia in continuazione identità, è un attore, forse, e come un attore non muore. Un attore è immortale fino a quando non muore davvero. Vive in una enorme limousine che lo trascina per una inquietante e bellissima Parigi, notturna e astratta. 

E lui qui diventa un banchiere, una mendicante, un performer per motion graphic (che scena memorabile), un pazzo che vive nelle fogne (altra scena memorabile) e tanto tanto altro. Alla fine del film Lavant avrà interpretato undici ruoli diversi.

Ogni personaggio incarna un genere cinematografico diverso: noir, grottesco, thriller, dramma, perfino musical.

I primi 50 minuti sono da 9, poi forse il film aumenta un po' troppo il grado di surrealismo e di complessità perdendo in compattezza, ma rimanendo sempre una grande opera cinematografica. 

Fotografia, regia, recitazione, trucco, costumi. Tutto fantastico.

DA VEDERE.

mercoledì 16 gennaio 2013

PROJECT NIM

Voto 7


Durante gli anni '70, in piena cultura hippie, un gruppo di studiosi cerco di dimostrare che uno scimpanzé era capace di imparare il linguaggio umano dei segni, se sottratto fin dalla nascita alla madre.

Nim inizia così la sua avventura innaturale tra gli umani, prima trattato come un figlio da una strana famiglia, poi forzato ad imparare questo linguaggio in una ricerca che il suo stesso ideatore a poi dichiarato inutile. Trovatosi subito in mezzo ai conflitti ed ai rancori degli uomini che si occupavano di lui, Nim dopo alcuni anni ha sviluppato una forte aggressività nei confronti dei suoi insegnati, tanto da far terminare l'esperimento e rimandarlo nella comunità in cui era nato. Solo che Nim non era abituato a stare con i suoi simili e ne aveva paura.

Questa è solo un parte della storia raccontata in Project Nim, film del regista inglese James Marsh, già autore di Man On Wire, vincitore del Premio Oscar come miglior documentario.

La capacità di racconto, la grafica, l'ampiezza dei materiali dell'epoca e l'incredibile storia sono i punti di forza del documentario tutto, però, trattato forse con un po' di lentezza.

RUBY SPARKS

Voto 7,5

Calvin è uno scrittore prodigio, molto giovane eppure vendutissimo e apprezzatissimo. Ma ora vive una crisi creativa anche per la sua difficoltà nei rapporti con gli altri. Per questo si affida ad un terapista che gli chiede di scrivere qualcosa solo per lui.

Da questo Calvin inizierà ad immaginare una ragazza, Ruby, di cui presto si innamora, di un amore così forte che, per uno strano e inspiegabile miracolo, la renderà una persona reale. 

Reale reale, anche per gli altri, non immaginata nella sua mente. Solo il fratello di Calvin è  conoscenza di questo prodigio, mentre per gli altri è una persona normalissima, che come tale, ha pensieri propri anche conflittuali con lo stesso Calvin. Però, Calvin, come suo creatore, può scrivere di Ruby e farle fare quello che vuole. E questo è molto pericoloso.


Film originalissimo e di una scrittura molto intelligente, possiede anche uno stile non comune.
Interessanti anche le riflessioni sull'amore e sul rapporto con sé stessi e con gli altri.

Di sicuro, Ruby Sparks, è qualcosa di non visto.

martedì 15 gennaio 2013

BREAKING BAD 4x02

Voto 6,5

Walt compra un'arma per uccidere Gus, ma Mike si mette in mezzo con forza, nonostante la morte del fidato Victor. La moglie non riesce a comprare l'autolavaggio.

Jesse non riesce più a stare da solo, organizza una mega festa di tre giorni, ma allontana Andrea la ragazza sorella di Tomas, il bambino ucciso alla fine della terza stagione.

Hank si fissa con i minerali e non sopporta più Marie, anche se lei non fa altro che sostenerlo.

Niente di particolare, ma regia interessante. In ogni puntata ci sono sempre diverse inquadrature degne di nota, come quella proposta qui nella foto.

BOARDWALK EMPIRE 1x02

Voto 7

I personaggi iniziano ad essere delineati meglio. Nucky, il tesoriere del comune di Atlantic City, è il padrone corrotto della città, chiunque deve pagargli una tangente, dai funzionari pubblici ai rapinatori. Possiede anche un casinò e non sopporta che qualcuno gli pesti i piedi, siano pure i mafiosi di New York. Va subito in conflitto con Rothstein, il boss ebreo che ha come scagnozzo Lucky Luciano.

Jimmy è figlio di una ballerina sexy del varietà e di un padre che non ha mai conosciuto. E' intenzionato a diventare un gangster ed è per questo che viene licenziato da Nucky, restando però uno dei suoi.

Van Alden è un agente del Bureau che indaga su Nucky Thompson e sui suoi traffici. I due hanno in comune l'attrazione per Margaret Schroeder, vedova di un marito ubriacone ucciso dallo stesso Nucky anche per far ricadere su di lui la colpa di quattro omicidi della prima puntata, in realtà compiuti da Jimmy e da Al Capone.

Questa puntata dura 50 minuti, ben 19 in meno rispetto alla prima e questo dà più ritmo al racconto.

Finale di puntata sfizioso.

lunedì 14 gennaio 2013

BREAKING BAD 4x01

Voto 7,5

La quarta stagione di Breaking Bad inizia esattamente dove era finita la terza: dall'omicidio del chimico da parte di Jesse. Gus è ovviamente imbufalito. Scena epica quando entra nel laboratorio e, senza proferire parola per diversi minuti, uccide e va via. Un cobra.

Per il momento però è costretto a lasciare vivi e a fare lavorare Walt e Jesse. Ma la cosa è tutt'altro che finita. 

Sempre veloce e divertente.

BOARDWALK EMPIRE 1x01

Voto 6,5

Atlantic City 1920. 

La sera prima dell'entrata in vigore del proibizionismo politici e poliziotti corrotti brindano ai nuovi affari. Insieme a loro i mafiosi ebrei ed italiani che prestissimo si rivelano poco controllabili. Morti a gogò, violenza pura ed un po' di lentezza. Scenari poco credibili, tutto appare nuovo di zecca.

Cast stellare per una serie televisiva: Steve Buscemi e Michael Pitt su tutti.
Questa puntata di apertura ha la regia (non sempre all'altezza) di Martin Scorsese, che è anche uno dei produttori della serie. 

domenica 13 gennaio 2013

IL PRINCIPE D'EGITTO

Voto 7

Il principe d'Egitto è il primo film d'animazione della Dreamworks (insieme a Z la formica) ed è stato disegnato con la tecnica tradizionale e non computerizzata. 

E' un kolossal dell'animazione basato sulla storia di Mosè. 

Il neo è l'eccesso di canzoni, spesso infatti il film si trasforma in musical (specie all'inizio).

Bellissime e maestose le scene della piaga della morte dei primogeniti egizi (questo è un argomento su cui bisognerebbe discutere un po') e quella della liberazione degli ebrei attraverso l'apertura delle acque del Mar Morto.

Non li fanno più dei cartoni così...

IN TREATMENT 2x28


Voto 8

I genitori di Oliver hanno dei piani. E questi piani non contemplano Oliver.

Non sono capaci di essere genitori, neppure la madre che all'inizio era così ossessivamente premurosa. Ora vuole trasferirsi in un'altra città per seguire una carriera che non ha fatto per "colpa" del matrimonio e per "colpa" di Oliver. E il padre non è in grado di occuparsene.

Non si preoccupano, così, di minare un'altra certezza e abitudine del ragazzino.

Oliver scappa e tutti lo seguono. 

E su un'altalena, in una stupenda scena su un'altalena, Oliver vive l'abbandono senza l'abbandono, un'abbandono ancora peggiore perchè i genitori sono formalmente presenti. Abbandonato dalle persone con cui è costretto a vivere. 

Sceglie così un terzo e migliore genitore, ma non si può. Non si può.

IN TREATMENT 2x27

Voto 7


April è arrabbiatissima con Paul perchè durante una sua forte crisi di febbre il terapeuta ha avvertito sua madre svelandole così la malattia della ragazza. Le puntate con April sono sempre belle, grazie anche alla bravura dell'attrice.

sabato 12 gennaio 2013

IN TREATMENT 2x26

Voto 5

Mia ha perso il bambino ed è distrutta. Dopo pochi minuti ritorna a parlare dei genitori, della musica, del fatto che è stata mandata da bambina lontana da casa per parecchio tempo.
Non ha fatto altro che desiderare un figlio e nel momento in cui le capita una disgrazia del genere, l'argomento viene liquidato molto velocemente.
E in realtà non l'ha nemmeno perso questo bambino, non lo ha mai aspettato, se ne era convinta senza neppure fare il test.

Nettamente la puntata più brutta di tutta la serie.

mercoledì 9 gennaio 2013

L'ARTE DI VINCERE

Voto 6,5

E' la storia del General Manager degli Oakland Athletics, famoso per aver applicato la scienza statistica alla costruzione di un organico di una squadra di baseball.

Il film è ben congegnato, in America è stato molto apprezzato, probabilmente noi non possiamo fare altrettanto per l'irrilevanza che il baseball ha nel nostro paese. Comunque si lascia guardare e non annoia.

martedì 8 gennaio 2013

GORBACIOF

Voto 6,5

Stefano Incerti è uno dei più onesti registi italiani, ambizioso senza sbandierarlo e senza la presunzione di sentirsi superiore ai suoi spettatori. La sua proposta è chiara e non è né impositiva né paracula. Né tanto meno intellettualoide. Incerti forse non si sente un autore. E questo è un bene.

Gorbaciof è un film interessante con il dialogo pressoché azzerato, ma questo non lo fa diventare un film pesante e neppure una di quelle storie che non capisce nessuno. 

Gorbaciof, chiamato così per via di una voglia sulla fronte, è un cassiere del carcere e da questa cassa lui "prende in prestito" frequentemente dei soldi per finanziare la sua passione per il gioco clandestino. Una serie di sconfitte e l'innamoramento per una giovane e bellissima cinese lo porteranno nelle mani di uno strozzino, che in cambio dei prestiti accordati, gli chiede alcuni favori illegali.

Va tutto bene, il film è da sette in realtà, solo che io non sopporto più Servillo. Anche se in questo film non dà il peggio di sé, è sempre troppo compiaciuto dalla propria maniera che, in questo caso, lo porta anche ad esagerare con strani aspetti "robotteschi". 

Devo dire, in onestà, che nella scena finale, è bravo. Come in quella del panino. 

THE AVIATOR

Voto 8

Martin Scorsese impiega 160 minuti per raccontare la vita intensa di Howard Hughes, uno degli americani più attivi e polivalenti della storia. E non vorresti che finisse così presto.

Hughes, infatti, nella sua vita ha fatto di tutto: partendo dalla regia del primo kolossal cinematografico (Hell's Angels), incentrato su un numerosissimo squadrone aereo, si è sempre di più appassionato all'aeronautica fondando una sua compagnia, ideando alcuni velivoli avveniristici per gli anni '30 e testandoli di persona. Il suo amore per l'aviazione lo ha spinto anche a fare il giro del mondo in soli quattro giorni e a rilevare e rilanciare con forza la TWA, portandola ad essere una delle compagnie aeree più importanti del mondo.

Oltre agli aerei , un'altra grande passione di Hughes (interpretato da un bravissimo Leonardo Di Caprio) erano le donne, e fra le più famose dell'epoca, come le attrici Katharine Hepburn e Ava Gardner.

Un uomo pieno di energia ed inventiva, ma anche di fissazioni reiterative e paranoie alimentari e soprattutto igieniche.

Durante il collaudo di un suo velivolo destinato all'esercito, però, Hughes è coinvolto in un grave incidente aereo, che aggraverà fortemente le sue condizioni mentali. 

Le sue ultime avventure riguarderanno la difesa della sua TWA dalla Pan Am, che forzava la mano al governo per diventare l'unica compagnia USA ad avere il diritto di svolgere voli internazionali, e l'invenzione dell'Hercules, l'aereo gigantesco, tuttora in uso, che trasporta truppe, armi e carri armati per l'esercito americano in tutto il mondo.

Scorsese, si conferma, per l'ennesima volta, l'essenza stessa del cinema, nessuno, mai, ha saputo girare come lui, con la stessa ricchezza e la stessa precisione. Ogni movimento è giusto, ogni inquadratura è giusta, mai eccessivo, mai pigro, sempre attento a non annoiare,  con niente di troppo, in 160 minuti niente è di troppo, e anzi, lascia perfino la voglia di saperne ancora di più. 

Donne, follia, azione, il viaggio di un uomo solo ed il viaggio di una nazione. C'è tutto. Ed è Cinema. Il suo Citizen Kane. 

C'è da studiare inquadratura per inquadratura come si fa un film di successo, un film di Hollywood, da 110 milioni di dollari che ne ha incassati il doppio, che è al tempo stesso un film intelligente, da consigliare. Grandissimo.

MEN IN BLACK


Voto 6,5

Dopo il fuorionda di Medvedev in cui confidava che l’esistenza degli alieni era provata e che per capire come sono bisognava vedere Men In Black, non potevo non andare a recuperare questo film del 1997 che non avevo mai considerato.

Mega fumettone, divertente, leggera americanata, mi ha ricordato quei film della vecchia Hollywood anni ’50 con gli alieni posticci e le micro navicelle spaziali costruite con i ditali delle sarte.  Quei film che mostravano con orgoglio la loro artigianalità e per questo erano ancora più apprezzati. Qui ci troviamo, invece, difronte a grandi professionisti degli effetti speciali anche se parliamo di quindici anni fa, ma l’effetto di cinema di puro svago è lo stesso dei film dei ‘50 (e anche dei ’30). Il risultato mi ha convinto. 

Il mondo potrebbe terminare tra otto minuti ma nessuno se ne sbatte più di tanto, alla fine sono solo piattole.

E ho capito che Medvedev scherzava. Sugli alieni, non coi russi.

TED


Voto 6

Film con due caratteri: da un lato una commedia urticante, divertente, politicamente scorretta e volgare, con un orsacchiotto di peluche sboccato, drogato e sessuomane e dall'altro lato una commedia romantica mielosa e banalissima con Mila Kunis, di una bellezza molto sopravvalutata.

Assurda la scena al supermercato in cui Ted lancia messaggi sessuali sempre più spinti ad una cassiera sosia di Ilary Blasi.

THE WIRE 4x01


Voto 6

Ho visto le prime tre stagioni di The Wire interamente perché chiunque ne parlasse descriveva questa serie come un capolavoro, come la migliore serie mai realizzata, entusiasmo alle stelle, Aldo Grasso ne parlava come del nuovo Romanzo ed è per questo che ne ho visto ore e ore. Sbagliando. Perché il mio feeling con questa serie non c’è mai stato, la ritengo una serie piatta, senza grandi slanci, abbastanza noiosa. Ma probabilmente sono solo io a pensarla così. 

Non posso dire che sia brutta (tranne la seconda stagione che per me è da 4,5) ma non mi ha mai appassionato, quasi mai. E’ l’andamento del racconto per me il problema, scorre come un pomeriggio noiosamente quotidiano, senza né momenti particolarmente intensi (né come azione né psicologicamente) ma neppure con qualche slancio pop. Devo però combattere con la mia grande difficoltà di chiudere i racconti anticipatamente; da sempre, pure se le cose non mi piacciono, le finisco. Dopo, però, 38 puntate viste non so se avrò la voglia di continuare a vederlo. Non so.

ARGO


Voto 7

1979 – Rivoluzione islamica iraniana. Pahlavi si rifugia negli Stati Uniti, la nazione che lo aveva imposto come corrotto capo dello stato. Le folle assaltano l’ambasciata, vogliono che gli Usa riportino indietro il despota caduto per processarlo e impiccarlo. Alla fine riescono ad entrare e prendono in ostaggio tutti gli ospiti dell’ambasciata. Sei, però, sono scappati e si sono nascosti nell’ambasciata canadese. E sono quelli più in pericolo di tutti. 
Un agente della CIA, intanto, si fa venire in mente un’idea fantasiosa per liberarli. Farli passare come membri di una troupe canadese che cerca location per un film di fantascienza. La cosa bella che tutta questa vicenda è accaduta veramente. 

La prima ora di film procede un po’ lentamente, senza troppi slanci, ma l’ultima mezzora è il tipico film americano fatto bene, con l’intreccio di diverse storie e una crescente suspense e in cui ti ritrovi a tifare per i protagonisti in maniera appassionata, a gridare ai tipi di muoversi. Niente di sconvolgente, però, per il suo genere, Argo è un film sicuramente riuscito. 

127 ORE


Voto 6

Nel 2003 un escursionista americano è caduto in un canyon e vi è rimasto bloccato per 127 ore con pochissimo cibo e pochissima acqua. E per sopravvivere, per scappare, ha dovuto fare una scelta estrema: amputarsi un braccio.

Questa storia, accaduta realmente, è stata raccontata al cinema da Danny Boyle, il celebratissimo regista di Trainspotting e The Millionaire. E per me è una grande occasione mancata. Di sicuro non si può negare il grandissimo talento registico di Boyle, dal punto di vista delle inquadrature, della ricchezza delle immagini e nelle immagini, però il film raramente si discosta da un’estetica pop e non scende mai nella profondità della psiche di un uomo difronte ad una situazione così estrema. 

Insomma è una specie di film di microazione, cerchi di capire cosa farà, come si salverà e se si salverà, ma non c’è nulla di poetico, di profondo in tutti i 90 minuti. Mai somiglia a Into The Wild, film con cui sulla carta poteva avere tante cose in comune. Un film praticamente con un solo attore, un film ispirato ad un uomo solo contro la natura  schiacciante della natura.

James Franco non mi sembra per niente all'altezza del compito, invece c’è da fare una menzione positiva per la curatissima fotografia. Di sicuro un’inquadratura non facile da dimenticare è da lui nella crepa al panorama del deserto in cui si trovava.

lunedì 7 gennaio 2013

SAMMY 2 - LA GRANDE FUGA


Voto 6,5

La saga di Sammy è abbastanza fresca e divertente, anche se sembra tarata su bambini abbastanza piccoli.

I protagonisti sono superbuoni, ovviamente, ma nelle figure secondarie c'è molta fantasia come per il pesce brutto che si difende fingendo di morire o come l'aragosta bipolare.

Dei cartoni animati degli ultimi anni Sammy è uno dei migliori, il primo episodio era però superiore anche per le forti prese di posizione ambientaliste che aggiungevano un livello di narrazione rispetto a quello per i bambini, anche se sempre in maniera molto elementare.

Il primo era da sette, questo da sei e mezzo.