Stefano Incerti è uno dei più onesti registi italiani, ambizioso senza sbandierarlo e senza la presunzione di sentirsi superiore ai suoi spettatori. La sua proposta è chiara e non è né impositiva né paracula. Né tanto meno intellettualoide. Incerti forse non si sente un autore. E questo è un bene.
Gorbaciof è un film interessante con il dialogo pressoché azzerato, ma questo non lo fa diventare un film pesante e neppure una di quelle storie che non capisce nessuno.
Gorbaciof, chiamato così per via di una voglia sulla fronte, è un cassiere del carcere e da questa cassa lui "prende in prestito" frequentemente dei soldi per finanziare la sua passione per il gioco clandestino. Una serie di sconfitte e l'innamoramento per una giovane e bellissima cinese lo porteranno nelle mani di uno strozzino, che in cambio dei prestiti accordati, gli chiede alcuni favori illegali.
Va tutto bene, il film è da sette in realtà, solo che io non sopporto più Servillo. Anche se in questo film non dà il peggio di sé, è sempre troppo compiaciuto dalla propria maniera che, in questo caso, lo porta anche ad esagerare con strani aspetti "robotteschi".
Devo dire, in onestà, che nella scena finale, è bravo. Come in quella del panino.
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