domenica 3 febbraio 2013

TAHRIR

Voto 4,5

Ho avuto la sfortuna di vedere questo documentario anche nella sua versione più lunga di 90 minuti, rispetto a quella licenziata per la tv di 55. Non c'è un personaggio, non c'è narrazione, siamo lì con i rivoluzionari egiziani durante il periodo delle dimissioni di Mubarak. E li vediamo cantare e discutere, cantare e discutere, cantare, discutere, cantare. Per 90 minuti.

E andato lì, ha avuto coraggio sicuramente, è stato in mezzo a loro, ha acceso la telecamera, ha messo in fila 90 minuti senza un'idea di montaggio e ha pensato di aver fatto un documentario.

Se fosse durato dieci minuti sarebbe stato interessante, ma novanta è solo una grandissima palla. 

Averlo selezionato come finalista per Doc/It Award e il fatto che sia stato finanziato anche dalla Rai rappresenta un bel passo indietro per il documentarismo italiano.

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