La storia (romanzata) dell'inchiesta della CIA che ha portato alla scoperta del nascondiglio di bin Laden e la relativa operazione di cattura. Negli USA ha provocato molte reazioni polemiche della politica e dei media.
Innanzitutto il Partito Repubblicano ha accusato Obama di aver dato allo sceneggiatore l'accesso ad archivi segreti della CIA per ricostruire l'accaduto, cosa che gli interessati hanno smentito.
Invece più fondata è l'accusa alla Bigelow di aver fatto un film pro-tortura, giustificata per avere informazioni da parte dei terroristi detenuti che altrimenti non darebbero mai.
Aldilà di queste polemiche e di alcune forzature magari troppo "femministe" (nel senso che nel film solo la determinazione di alcune donne - e di una in particolare - porta a dei risultati; molti infatti hanno visto nella protagonista un alter-ego della Bigelow: donna che rimane donna e che fa un mestiere da uomini, meglio degli uomini) il film è fatto davvero bene.
Kathryn Bigelow è una grande regista, capace di creare film classici americani come pochi, di spionaggio e di guerra, di due ore e mezza tirate di thrilling e azione. E storia.
Sicuramente lei sa come si racconta per immagini e come funziona il cinema, da questo punto di vista ogni inquadratura di Zero Dark Thirty dovrebbe essere studiata.
E non è facile, oggi in America, creare qualcosa che faccia veramente discutere e non solo un prodotto con cui guadagnare oppure destinato ad una nicchia.
Il film ha vinto già decine di premi ed è candidato all'Oscar 2013 come miglior film è le sue possibilità di vittoria sono molto alte, secondo me se la gioca con Lincoln e con Django (visto il battage pubblicitario).
Mi rimane una domanda di ordine storico in mente, non affrontata dal film, ma se bin Laden contava ancora qualcosa nella terrorismo qaedista perchè è stato lasciato soltanto con due misere guardie del corpo? Ed un'altra cosa che il film non affronta (e avrebbe dovuto farlo per essere completo, o forse ci vuole un altro film a parte) è tutta la questione legata alla non pubblicità delle foto del cadavere di Osama e della sua rapidissima cremazione, cose che alimentano tante teorie del complotto.
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