Terzo film da regista per Del Toro, questo film viene quasi sempre accomunato con il successivo "Il labirinto del fauno", con cui ha effettivamente alcuni punti in comune m
a, secondo me, molte più differenze. Innanzitutto il secondo gli è superiore, ma è soprattutto molto più visionario ed in cui la tendenza alla favola nera (ed epica) è molto molto più spinta.
a, secondo me, molte più differenze. Innanzitutto il secondo gli è superiore, ma è soprattutto molto più visionario ed in cui la tendenza alla favola nera (ed epica) è molto molto più spinta.
Questo "La spina del diavolo" è più una specie di romanzo di formazione cupo, più vicino ai "Ragazzi della via Paal" in salsa antifranchista e alla maniera di Del Toro.
Qui però la parte immaginaria assume un ruolo molto secondario rispetto alla "realtà". Comunque un buon film, un po' schematico ma se pensato in chiave di favola ci può stare. C'è un fantasma bambino.
Del Toro quasi sempre distingue, appunto alla maniera infantile (mondo che lui ama moltissimo) i Buoni dai cattivi. I diavoli, insomma.
La cosa particolare che i suoi sono film con gli schemi dei bambini che però io non gli farei vedere. C'è un fantasma bambino in decomposizione, termini forti sessuali e accanimento sui feriti: forse Del Toro vuole riportare gli adulti bambini e non il contrario. Oppure è tutta un'illusione collettiva e Del Toro è solamente un sempliciotto (secondo me, no eh!). Però ha una poetica che non mi tocca mai. La vedo esterna e guardo i suoi film per conoscenza, non per amore. Tranne per alcune scene del "Labirinto del fauno" non ricordo niente di eccezionale, se non gli aspetti spettacolari di Hellboy e di Pacific Rim.

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