mercoledì 14 maggio 2014

THE ACT OF KILLING

Voto 8

Documentario assolutamente sconvolgente su come, ancora oggi, si può interpretare la propria esistenza e la propria umanità in maniera totalmente opposta a quanto ormai conquistato definitivamente in occidente. 

Ci troviamo in Indonesia, paese di 250 milioni di abitanti, e la storia che si racconta è quella degli sterminatori di "comunisti" (le stime vanno da un milione a 2,5) che nel 1965 hanno sostenuto la presa del potere dei militari, che lasciavano appunto a gruppi paramilitari, ancora oggi potentissimi nel paese, il lavoro sporco.

Talmente potenti e numerosi (tre milioni di aderenti) da poter celebrare in diretta sulla tv nazionale, con risate e congratulazioni, la propria violenza nell'uccisione di tante persone, con una noncuranza tale da fare pensare che la cosa sia talmente surreale da non essere accaduta davvero. Come se si parlasse di tarme. E questi gruppi, dediti alla luce del sole a racket e commerci illeciti, godono di appoggi politici ai massimi vertici, tra cui ministri e il vicepresidente del paese. Una nazione totalmente allo sbando e senza sensi di colpa.

Il protagonista assoluto del film è Anwar Congo, che parte ballando il cha cha nel luogo dove ha ucciso centinaia di persone e man mano prendendo un minimo di consapevolezza di quello che ha combinato, mentre altri non subiscono lo stesso percorso, anzi, rivendicano con fierezza il proprio passato (e presente) da gangster.

Tutto questo racconto si mischia con la ricostruzione di questi avvenimenti in chiave anche molto simbolica degli avvenimenti dell'epoca, con gli stessi protagonisti che si mettono in scena, anche nel ruolo di vittime. A questo si aggiungono scene felliniane con uno dei gangster vestito da donna con colori sgargianti e ballerine inserite in paesaggi stupendi.

Un film di storia e di arte, visionario e d'inchiesta, un capolavoro di documentario.

martedì 13 maggio 2014

INFERNAL AFFAIRS

Voto 7

Film noir di Hong Kong considerato di culto dagli amanti del genere, tanto da aver portato Scorsese a farne il remake (The Departed, anche superiore ovviamente).

La trama è congegnata come un orologio perfetto, diciamo che qui (anche per la durata, di un'ora più breve rispetto alla versione americana) si sentono meno alcune forzature.

Non lo apprezzato come avrei dovuto per due motivi estranei al film (ed è per questo che ho messo 7 come a The Departed): era costante il mio riferimento mentale a quello di Scorsese e ai suoi attori e poi la qualità dello streaming era veramente ma veramente pessima.

In più, io spesso con gli attori asiatici mi confondo e ci metto qualche secondo a capire chi è chi.

Comunque vedrò l'intera trilogia.

STOKER

Voto 5

Tutti parlano di Hitchcock riferendosi a questo primo film in lingua inglese di Park Chan-Wook ed è corretto, la sua influenza è davvero forte. Ma per me non è un gran complimento. Sono forse l'unico appassionato di cinema che si annoia mortalmente per quasi tutti i film di Hitchcock (o che lo ammette).

Il film è appunto un thriller (o un horror psicologico) la cui protagonista, India è una neo-diciottenne che ha appena perso suo padre in un incidente stradale. Ed ecco che compare uno strano zio che si insedia in casa sua ed instaura con sua madre (Nicole Kidman) una relazione molto strana. Ma India eredita molte caratteristiche da suo zio...

Comunque non mi prende quasi mai, il ritmo è lento, non sono stato mai in tensione per lo sviluppo della vicenda. Sia il ruolo che l'attrice che lo interpreta non mi dicono niente.

Nonostante tutto va, ovviamente, sottolineata, le abilità registiche e fotografiche della pellicola.

martedì 6 maggio 2014

THE AMERICANS 2x01

Voto 6,5

Ricomincia così, senza particolari salti, la nuova stagione di The Americans. Devo recuperare almeno 9/10 episodi. Niente di eccezionale, ma l'atmosfera è buona.

SPRING BREAKERS

Voto 4,5

Tra le pochissime cose che salverei di questo vuoto film sono alcune singole inquadrature o alcuni brevissimi frammenti. Poi per il resto è tutto così sbrodolato e così  pesante da rompermi i coglioni dall'inizio alla fine. Qualcuno apprezza Korine e lo considera un poeta, per me è un mega bluff, uno dei maggiori dell'attuale cinematografia. Proprio niente, non mi dice niente.

Per me la creazione delle atmosfere è demandata quasi totalmente alle musiche, che infatti sono presenti nel film forse per il 95% del tempo. 

Vorrei mostrarlo ai fan di Korine appunto senza commento sonoro per vedere se almeno così la loro opinione cambiasse.

Penso di non vederne più suoi film, mi ha stufato ampiamente, anche se il peggiore rimane Mr.Lonely.

IL CLAN DEI SICILIANI

Voto 6

Noir classico francese del 1969 di Henri Verneuil. Un pericolo pubblico numero uno evade dall'arresto e si fa aiutare da una famiglia siciliana a cui poi propone un affare, la rapina di gioielli così importanti da meritare una mostra dedicata ed imponenti misure di sicurezza. Tutto deraglia, come spesso accade, per colpa di una donna.

Trama abbastanza consueta, ma recitazione da segnalare soprattutto per Jean Gabin e Lino Ventura.

domenica 4 maggio 2014

DEMENTIA 13

Voto 4

Anche conosciuto come "Terrore alla 13 ora" è un B-movie del 1963, molto improbabile fin dalla ridicola scena iniziale, di ispirazione hitchcockiana, ed è il secondo lungometraggio di Francis Ford Coppola. 

Come un regista capace di una simile schifezza sia poi diventato un maestro indiscusso che è diventato è davvero misterioso.

La prima scena è veramente patetica, una moglie avida della suocera non può niente per impedire la morte del marito e ne nasconde il corpo in un lago. E' questa veramente è una scena da studiare su come NON si deve fare, un caso da manuale al contrario.

Questa famiglia è radunata in un castello per commemorare la morte di una bambina morta alcuni anni prima, le scene fatte male si susseguono con ruoli stereotipati ed un finale prevedibilissimo.

Altra cosa da notare per quanto fa cacare è il modo in cui vengono ripresi i dettagli: è EVIDENTISSIMO che sono ripresi in altri luoghi e in altri momenti rispetto al resto della scena.

Un disastro.

venerdì 2 maggio 2014

PRISONERS

Voto 7,5

Difficilmente un thriller mi ha tenuto in così grande tensione come Prisoners. 

Due ore e mezza in posizioni assurde e nemmeno un secondo per formulare frasi o pensieri. Fotografia e ambientazioni magistrali. Così come il montaggio.

Una scena importante dietro l'altra, personaggi ed intreccio da manuale. Gran film che tiene appesi fino alla fine per capire se due bambine rapite saranno ritrovate e se saranno vive o morte e chi cazzo sono in realtà tutti i personaggi, tutti ben delineati per la credibilità della storia (forse unica pecca aver inserito i serpenti, che non c'entrano niente, anzi caricano troppo). Ottimi attori tra cui spiccano Jake Gyllenhall, solitario detective tatuato e Huge Jackman, padre duro e disposto a tutto pur di ritrovare sua figlia.

Forse il finale è un po' troppo consolatorio, americano direi, ma alla fine va bene così.

GAME OF THRONES 4x04

Voto 7

E' difficile parlare delle singole puntate di un serial senza fare spoiler. Quindi d'ora in poi mi limiterò o solo al voto o a poche righe.

Stupenda scenicamente l'ultima scena dei mostri e il neonato.

PENNY DREADFUL 1x01

Voto 7

I penny dreadful erano pubblicazioni economiche inglesi (tipo i romanzi d'appendice in Italia) con tematiche horror e gotiche. Oggi, invece, è il nome di una serie molto promettente della Showtime, sempre horror, che promette molto bene. 

Siamo a Londra di fine '800 e alcune persone combattono contro un demi-mondo, un mondo a metà strada tra la realtà ed i nostri incubi, per il momento soprattutto quello dei vampiri, rappresentati in maniera, finalmente, diversa rispetto al consueto.

La narrazione è frammentata ed affascinante, tutto è ancora da scoprire, oltre a protagonisti nuovi ci saranno in scena diversi personaggi celebri del genere terrore.

Vedremo.

RUMBLE FISH

Voto 8,5

Capolavoro. Segue "I ragazzi della 56 strada" ma qui il tono è decisamente più maturo ed affascinante. Faccio uno strappo alla regola, usando il nome internazionale del film piuttosto che l'improbabile titolo italiano "Rusty il selvaggio". Sbagliatissimo anche perché focalizza l'attenzione su Matt Dillon mentre il vero protagonista è un fenomenale Mickey Rourke, un talento assoluto, affascinante ed alienato, un re senza regno. Un pifferaio magico, come il suo personaggio, Motorcycle Boy (anche questo tradotto in un assurdo "Quello della moto"). 

Un personaggio indimenticabile che guarda la vita in bianco e nero, ma che vive su di sé tante di quelle sfumature decide di non raccontarle. Per cercare, invano, di essere semplicemente un pesce in fiume. Un pesce non più combattente.

Un film sul dolore di essere giovani, dell'impossibilità di trovare qualcosa che DAVVERO si vuole fare, di trovare un motivo per impegnarsi nella vita per essere qualcuno, svolgere un ruolo. Un ruolo indefinito per sé stessi ma rassicurante per gli altri. Come un avvocato fallito (il padre) che non vuole esserlo, ma che vuole dedicare il suo decadimento ad una donna, una donna "diversa". E Rusty che non li segue, come noi. 

Anticipa decine di film, c'è una scena praticamente copiata pari pari da Trainspotting (il corpo che lievita dopo una rissa, mentre nel film di Boyle sprofonda - anche quella scena memorabile).

Un gran film, ipnotico e misterioso, uno dei migliori del grande Francis Ford Coppola.

I RAGAZZI DELLA 56 STRADA

Voto 6,5

Film adolescenziale, che racconta l'adolescenza bruciata, di Francis Ford Coppola, che racconta gli scontri tra le bande dei Greasers (poveri, disadattati - il titolo originale è The Outsiders - e imbrillantinati) e Social (ricchi e automuniti) visto dal punto di vista di tre del primo gruppo: Ponyboy, Dallas (un diciottenne Matt Dillon) e Johnny (Ralph Macchio, esordio cinematografico del futuro Karate Kid, che pur essendo più grande di tre/quattro anni di Dillon ne interpreta una sorta di fratellino minore).

Sono proprio le scene di Johnny le più belle e le più calde. 
E' un omicida Johnny ma anche un eroe.

Di adolescenziale questo film ha i pregi (emotività e amicizia) e i difetti (qualche banalità ed un certo gusto nel dramma). Era più giusto forse un 7-.

Nel cast anche Tom Cruise e Patrick Swayze.