giovedì 29 novembre 2012

L'ULTIMO TERRESTRE

Voto 7

Gianni Pacinotti, in arte Gipi, è un importante fumettista italiano e questo è il suo primo film da regista.

Luca Bertacci lavora in una Sala Bingo, conduce un'esistenza particolarmente solitaria, segnata soprattutto dal suo pessimo rapporto con le donne dovuto all'abbandono da parte di sua madre. Luca è talmente timido da sembrare, alle persone che gli sono intorno, una "specie di ritardato", ed invece è solo un uomo solo, un uomo buono e solo, un uomo che ha paura. Ha paura sì, ma non troppo degli alieni che stanno per arrivare. Anzi, proprio gli alieni, potrebbero essere un'ancora di salvezza, un aiuto. Magari sono gli altri, i cattivi, a doverli temere.

Per me L'ultimo terrestre è soprattutto un film sulla solitudine, sulla difficoltà di stare al mondo, un film poetico, a tratti magari solo abbozzato, ma sicuramente un tentativo originale e sensibile di utilizzare toni così tenui e così rari nel cinema italiano.

La prima parte è, per me, la migliore grazie soprattutto alla recitazione di un perfetto Gabriele Spinelli e alla scrittura cesellata dei dialoghi. Poi magari il film rallenta e trova soluzioni non troppo compiute. Poteva essere sicuramente un otto se non ci fossero state appunto queste pecche. E poi c'è Herlitzka, nel ruolo del padre di Luca, che nella seconda parte del film diventa inguardabile.

Anche la regia è molto interessante, mentre pecca un po' di insignificanza la fotografia, anzi a volte  diventa anche controproducente. Non interpreta mai, aggiungendo a tratti un realismo che va all'opposto rispetto al resto del film. E gli effetti non sono sempre ben amalgamati col resto.

Il film è stato stroncato dalla critica e non apprezzato nemmeno dal pubblico, ma non poteva essere altrimenti. Se fosse stato amato da tanti non sarebbe stato di certo L'ultimo terrestre

La cosa che mi dispiace di più è che Gipi ha dichiarato che questo insuccesso lo ha portato a stare male e a smettere di scrivere per un periodo abbastanza lungo. Non consentirglielo, Gipi. Non consentirglielo, Luca.

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